Lug 31 2009

Malattie del tappeto erboso 13°

Classified in: Malattie e parassiti, tappeto erbosoAndrea at 10:28 am

Può la concimazione aumentare i rischi delle malattie nel prato ?

Sì, la concimazione incide molto nell’aumentare o meno le probabilità di insorgenza di funghi dannosi per il prato.   Le carenze nutrizionali favoriscono lo sviluppo dei patogeni.      Allo stesso tempo le carenze di azoto e le eccessive distribuzioni per rimediare all’inconveniente dell’erba gialla, può dar vita a eccessive crescite veloci dell’erba e alla sua predisposizione ad attacchi fungini.        L’azoto eccessivo specialmente sotto forma di nitrati che è la forma meno nobile, ossia la più economica per ottenere azoto, è la più pericolosa.         Questi concimi vanno bene in agricoltura per colture su ampie superficie i cui i tempi di coltivazione e il corto ciclo di vita, per esempio di un cereale, non ha niente a che vedere con il bisogno di azoto di qualità per il mantenimento, anno per anno, di una buona estetica nel prato ornamentale.       Quindi l’azoto sotto forma di nitrato, che è a pronto effetto, nei mesi caldi favorisce la propagazione dei funghi .      L’ azoto migliore è sicuramente l’ureico che è a lento rilascio per la particolare conformazione delle sue molecole.         Il potassio è molto importante nei mesi invernali e nei mesi estivi in quanto rende i tessuti dell’erba del nostro prato particolarmente resistente sia alle alte e alle basse temperature che all’insorgere dei funghi, al contrario la carenza di potassio o la presenza di potassio derivante da cloruri favorisce il propagarsi dei funghi.

Morale, usa concimi di qualità per dare lunga vita al tuo prato.


Lug 28 2009

Malattie del tappeto erboso 12°

Classified in: Malattie e parassiti, tappeto erbosoAndrea at 8:14 am

Il taglio del prato erboso può essere causa di sviluppo di malattie nel prato stesso ?

Sì, i tagli bassi oltre a nuocere al prato stesso provocando scottature (vedi mio ebook dove è spiegato tutto questo), non fanno percepire all’erba il passaggio dell’aria essendo troppo bassa per captare qualsiasi venticello.     Lo scambio di ossigeno è determinante per asciugare le spore che al contrario si sviluppano con ristagni idrici e ambienti saturi di umidità.     Altro fattore colpevole sono le lame non affilate che possono tagliare male sfibrando i fili di erba e lasciando superficie di taglio eccessivamente sfilacciose.  Aprendo così le porte alla penetrazione di funghi.  Lo stesso discorso vale quando si taglia l’erba e si passa su superfici di prato in cui è in atto un’infezione e il trattorino o tosaerba assorbe le spore del patogeno e le trasporta in altre parti del prato depositandola sull’erba che invece non era  infetta.                                        Quindi sì a tagli frequenti con lame ben affilate e non eccessivamente bassi, piuttosto che a tagli poco frequenti ma bassi per recuperare tempo.


Lug 25 2009

Malattie del tappeto erboso 11°

Classified in: Malattie e parassiti, tappeto erbosoAndrea at 7:29 am

Un altro fattore che determina la vulnerabilità alle malattie nel tappeto erboso è il ph del terreno.  Si è visto nel corso degli anni che ph alti, ossia terreni alcalini sono spesso ideali per lo sviluppo dei funghi.         Altra concausa è da riscontrare nelle temperature. La maggior parte dei funghi si sviluppa a temperature alte o medio alte e questo te l’ho mostrato nei precedenti post dove ti ho elencato tutti i funghi conosciuti che attaccono i nostri prati erbosi durante la stagione calda.  Tra qualche mese ti illustrerò invece i funghi che si sviluppano a temperature medio basse che sono altrettanto temibili.  Un altro fattore che influisce sullo sviluppo delle malattie o meglio ancora sulla coltivazione del tappeto erboso è la quantità di luce.      Il prato verde è sicuramente avvantaggiato all’esposizione massima di luce: il pieno sole.  Esistono varietà che possono tollerare meglio l’ombreggiamento come   Festuca rubra e Festuca ovina.     Allo stesso tempo le esposizioni ombrose nel giardino sono anche quelle che si asciugano di meno, rientrando nella categoria dei terreni in cui si ferma l’acqua creando asfissia radicale e sviluppo e veicolazione di funghi.        Il vento è considerato un amico e nemico, a volte ci aiuta asciugando l’erba da eccessive piogge,  scongiurando ristagni idrici come ho accennato prima.      A volte ci è nemico perchè ci trasporta i semi delle infestanti     ( vedremo più avanti l’argomento infestanti) e ci trasporta le spore di qualche fungo che non avremmo al contrario nel nostro terreno.


Lug 23 2009

Malattie del tappeto erboso 10°

Classified in: Malattie e parassiti, tappeto erbosoAndrea at 10:01 am

Perchè si sviluppano le malattie nel prato o tappeto erboso?
Le cause sono molteplici e posso dire che è un susseguirsi di diverse concause collegate insieme.
Si possono definire le cause tra fattori ambientali e fattori legati alla cattiva manutenzione del prato erboso.
Cause ambientali
Terreno : può essere troppo compatto, troppo costipato, impedendo la necessaria ossigenazione alle  radici,
Ristagni idrici, sempre legato alla compattazione del terreno o alla mancanza di sgrondo delle acque meteoriche o di irrigazione.
Può essere conseguenza di mancanza o insufficiente pendenza del terreno, l’acqua non potendo velocemente allontanarsi ristagna.   In questo modo si arriva sempre alla mancanza di ossigenazione delle radici, ma il ristagno aumenta e di molto la possibilità di attacco di funghi a causa della trasportabilità fornita dall’acqua di funghi infettanti.


Lug 20 2009

Malattie del tappeto erboso 9°

Classified in: Malattie e parassiti, tappeto erbosoAndrea at 7:55 am

Nei post precedenti ti ho parlato delle malattie a cui è soggetto il tappeto erboso durante la stagione estiva, quando le temperature superano i 20°C.
Ma cosa sono questi funghi che attaccano il nostro prato, di cui ti ho descritto nei post precedenti le varie famiglie ?

I funghi di cui ti ho parlato sono degli organismi viventi che si potrebbero anche catalogare come delle piante se non fosse perchè non sono in grado di riprodurre sostanza organica e che sono costretti a vivere sulla sostanza organica prodotta da altri esseri viventi.

I funghi non hanno e non producono la clorofilla che conosciamo è appartenente solamente al regno vegetale.                   I funghi hanno un corpo che viene chiamato micelio ed è costituito da microscopici filamenti che si allargano a raggiera o comunque invadono il corpo della pianta su cui essi si sviluppano sia al di fuori che di dentro dei tessuti stessi.                   Quindi possono essere visibili se sono esterni ma anche invisibili se si sviluppano all’interno della pianta, nel nostro caso della pianta di erba che costituisce il prato erboso.

La struttura dei funghi è costituito da ife, che sono dei filamenti mono o pluricellulari che insieme formano il micelio.
A loro volta le ife nascono dalle spore che sono organi di riproduzione molto piccole.
Le spore si sviluppano a seconda della temperatura e  umidità e quando trovano l’ambiente adatto a loro crescono in quantità che può essere indefinita.
Le ife si alimentano decomponendo la sostanza organica della pianta ospite, tramite degli enzimi che producono.
In un tappeto erboso l’attacco di funghi crea un danno serio al valore estetico del prato erboso e anche un danno per mancanza di uso pieno del prato  erboso.
Sopratutto se le condizioni favorevoli al suo sviluppo continuano può portare alla distruzione in parte o anche totale del tappeto erboso.
Lo sviluppo dei funghi può essere cuasato da errori di coltivazione a cui il tappeto erboso è stato sottoposto, oppure a fattori ambientali concomitanti a cui il tappeto erboso non può sottrarsi come le alte temperature estive e l’ umidità ambientale.
Uno dei fattori a cui si può dare la colpa all’uomo è sicuramente il trascurare il tappeto erboso con  irrigazioni scarse o per la mancanza di nutrimento sufficiente per farlo crescere rigoglioso e forte.
Un tappeto erboso rigoglioso e forte è sicuramente più resistente all’ammalarsi rispetto a un prato erboso debole e stentato.


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